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12th Agosto
2009
written by Kathaer

Tutte le mie ordinanze fanno discutere.
È normale.
Se ne può fare un bilancio sintetico.
A Marina la situazione è nettamente migliorata.
Lo stesso si può dire per l’Isola San Giovanni.
L’arrivo delle carovane di nomadi è drasticamente calato.
Altre ordinanze hanno bisogno di più tempo per produrre risultati.
Ma veniamo all’ordinanza criticata dalla ragazza che ha scritto ai giornali nei giorni scorsi.
Viene definita ordinanza anti-bomboloni.
La lettera è piena di buon senso.
Per questo sono sicuro di poter esporre le mie ragioni, trovando ascolto.
Oggi il tirare a far tardi è un’abitudine molto diffusa fra i giovani.
La mia opinione è che dovrebbe essere un’eccezione e non la regola.
Ma in questo campo ogni famiglia si regola come crede.
Ciò che è insostenibile è che centinaia di famiglie diventino ostaggio di questa moda non potendo più dormire.
Per questo bisogna trovare il giusto equilibrio fra il diritto al divertimento e il diritto al riposo.
So bene che basterebbe il buon senso.
Ma quando non c’è qualcuno deve mettere delle regole.
È quello che faccio. E mi assumo tutte le responsabilità.
Da settembre incontrerò ogni mese tutti i nuovi diciottenni.
Come ogni anno, vedrò tutti gli studenti all’apertura delle scuole.
Invito la ragazza a contattarmi.
Mi confronterò volentieri con lei e con i suoi coetanei.
Anche le restrizioni possono diventare un’occasione per me, per voi.
Per illuminare insieme il futuro di Ravenna.
Per nutrire le idee dell’amministrazione di vostre idee.
L’ordinanza scade alla fine di settembre.
Dopo, la situazione non potrà tornare ad essere quella di prima.
Per questo ci sarà bisogno della collaborazione di tutti.
Conto sull’aiuto dei ragazzi e delle ragazze ravennati.
Conto di meno sui sandroni della mia età, politici e non, che ad ogni ordinanza alzano il sopracciglio e puntano il ditino.
Per loro non ci sono scusanti.
In questi tre anni abbiamo moltiplicato le occasioni di divertimento.
La notte d’oro, Ravenna bella di sera, le feste in piazza.
So bene che non basta.
Per quello che posso, agevolerò l’apertura di una discoteca in città nel periodo invernale.
Voglio che i giovani ravennati siano padroni della città.
Senza spadroneggiare però.
A me, come Sindaco della città, i problemi entrano dentro la pelle.
Non posso limitarmi a denunciare il problema nelle sue cause profonde e remote. Ho la responsabilità di cercare soluzioni.
Criticabili e criticate.
Ma delle quali mi assumo la responsabilità. Tutta.

FABRIZIO MATTEUCCI

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