“Corri a vedere che tramonto strepitoso”. Un’amica che mi avvisa via SMS, adoro questo genere di cose, sorprendersi della poesia nel quotidiano.
Mi infilo le scarpe ed esco. Vedo il cielo chiaro sopra di me, ma niente tramonto, solo palazzi. I palazzi del centro, fitti fitti l’uno addosso all’altro. Quattro falcate e sono a San Vitale, ma niente tramonto nemmeno lì. Intravedo il cielo dorato e una luce intensa che si incolla alle pareti. Potessi salire su quel campanile, mi dico, ma lì occorre essere raccomandati, e non dal Signore.
Allungo il passo sapendo che il sole è veloce a scendere. Un minuto e sono in via Maggiore. In fondo alla strada al posto del cielo una parete dorata, calda, intensa. Le corro incontro, le case si allargano ancora un po’ e compare una palla infuocata che mi abbaglia.
Accendo una sigaretta e contemplo questo spettacolo urbano. Penso alla campagna.
è il brutto delle città di pianura, oltretutto senza neanche un fiume che le attraversa. mancano punti panoramici, punti in cui fermarsi e stare lì, semplicemente a guardare.